14 novembre 2009

All Backs con gli All Blacks

Oggi è stata una giornata all'insegna dello sport. Due gli eventi che l'hanno animata: il test match a San Siro fra la nazionali italiana e neozelandese di rugby e l'amichevole di calcio fra gli azzurri e l'Olanda a Pescara.

 

La partita con la Nuova Zelanda è stata sensazionale, meravigliosa. Finita 6-20 per gli All Blacks, credo sia stata la migliore partita della nazionale cui io abbia mai assistito. E poi, a San Siro! San Siro, il tempio del calcio, trasformato nell'arena della palla ovale; ben visibili erano ancora i segni delle linee del campo da calcio. 80,000 spettatori sugli spalti - tutto esaurito per un match veramente fantastico. Protagonisti della partita Castrogiovanni, dimostratosi determinante nella maggior parte delle mischie; Gower, per l'occasione mediano di apertura, che ha saputo riprendersi dopo un brutto primo tempo, portando quasi alla meta durante la ripresa; ma sopra tutti Sergio Parisse, l'inarrestabile capitano che ha guidato l'attacco azzurro durante gli ultimi dieci minuti della partita, dove l'Italia è andata molto vicina alla metà. Meta sventata da una decina di mischie consecutive assegnate agli Azzurri a causa dei numerosi falli commessi dagli All Blacks, che sono costati loro l'ammonizione temporanea di uno dei loro migliori centrali.

 

L'arbitraggio è stato veramente pessimo: l'arbitro ha praticamente concesso ai neozelandesi di fare tutto ciò che volevano. Clamorosa è stata la sua direzione del finale di partita, dove già al quarto fallo consecutivo su mischia ad appena due metri dalla linea di meta avrebbe dovuto assegnare ai nostri la meta tecnica (= meta a tavolino). A quest'ora la partita sarebbe terminata minimo 11-20, un risultato storico per la nostra nazionale, un traguardo importantissimo per il rugby italiano, che sta affermandosi sempre di più a livello internazionale.

 

Anche la partita con l'Olanda di calcio non è stata malaccio. Rivelazioni della serata il giovanissimo del Livorno Antonio Candreva (modestamente è mio al fantacalcio, eheh), il rinomato Palladino che sembra essere tornato in forma e l'inarrestabile Biondini, che a ripresa inoltrata ha saputo dare un'ottima dimostrazione della sue capacità. Altra nota positiva l'intraprendenza di Camoranesi, divenuto da qualche tempo un tassello fondamentale della Juventus e della nostra nazionale (l'anno scorso l'avevo io al fantacalcio, me lo ricordo bene perché mi si infortunò subito all'inizio: che sfiga!); non altrettanto fruttose le giocate di Rossi, che non sembra molto in forma e a risentirne purtroppo non è solo il suo Villareal. Bene anche Palombo e Pazzini, poco presente Gilardino, deludenti Pirlo e Grosso. Il resto è ok.

 

Chiudo con il video del prepartita fra Italia e Nuova Zelanda, con gli inni e la danza "Haka" degli All Blacks. Un po' per la cantante neozelandese carina, un po' per l'incredibile spettacolo dell'Inno di Mameli cantato da più di 80.000 persone contemporaneamente (rigorosamente non a tempo e stonato come sempre); ma soprattutto, per l'episodio successivo all'Haka. Se guardate bene, infatti, noterete che alcuni Azzurri si avvicinano ai neozelandesi e li guardano. E guardandoli, colgono la sfida. Accettano la sfida dell'Haka, lanciatagli dagli All Blacks, e li invitano a dimostrare il loro valore sul campo. Un atto senza precedenti nella storia degli scontri fra gli Azzurri e gli All Blacks, che fa capire una cosa: con questa nazionale non si scherza.

 

L'Italia sta crescendo, è ben visibile, sia sul campo che fuori. E nessuno ci assicura che il prossimo test match con i campioni del mondo del Sudafrica sia una partita facile. Per loro, s'intende. Per loro.

 

13 novembre 2009

Ogni tanto anch'io faccio "crack"

Tre giorni fa mi sono alzato dal letto con l'influenza. In realtà non mi sono alzato, perché era influenza suina. Avevo detto a mio padre che secondo me non era quella, ma non mi ha dato retta e ha incominciato a girare non con una, ma non due mascherine!

Del resto, quale influenza comune colpisce a novembre? La mia sembrava essere piuttosto pericolosa, considerandi che avevo ben 38,7° di febbre, spasimi di freddo, mal di pancia, tosse e starnuti a volontà.

 

Dopo tre supposte e due giorni passati inchiodato al letto, la febbre mi è calata a... aspettate, me la misuro... oh beh,, ve lo dico quando finisco di scrivere il post. Dio mio, com'è freddo il termometro! Se penso che una volta era solo anale... brrr!

Come dicevo, mi sto riprendendo piuttosto bene. E' un vero peccato aver preso l'influenza proprio nella settimana dell'autogestione, ma pazienza, la vita continua. Juri mi passerà i compiti, io li farò, finirò di leggere quel maledetto libro e lunedì mattina, se non avrò complicazioni, sarò a scuola con la giustificazione per l'assenza, il certificato medico per la malattia e la relazione de "Le tigri di Mompracem" per la professoressa P.

 

Forse vi chiederete perché per tanto tempo non ho scritto. Se scorrete la pagina web principale, l'ultimo post è addirittura del 1° ottobre.

 

(36,6°. Non esultate, tanto risalirà; sono già due giorni che succede)

 

Che dire, la scuola impegna molto. I brutti voti sono fioccati, non ho avuto molto tempo da dedicare allo svago; qundo avevo del tempo libero, preferivo cimentarmi in qualcosa di più entusiasmante, come il nuovo gioco di calcio per Playstation 2 "FIFA 10", oppure World of Warcraft.

 

Le cose devono cambiare. Del resto, ormai ho un Blood Elf Paladin livello 80, con equip PVP base, equip PVE praticamente inesistente, equip da Healer vergognoso (non per niente mi chiamano "l'Healer Pacco di WoA"). Per il momento, non ho il tempo di mettermi a fare Daily a Wintergrasp, tanto ho comprato ho già portato la Riding skill a Expert e non ho bisogno del Band/Ring of Kirin Tor, mi basta la Hearthstone a Dalaran. Quindi, mi accontenterò di potenziarlo un poco alla volta, facendo Arene la domenica mattina e partecipando ogni giovedì sera al Dungeon della settimana. Oppure potrei passare ai Lords of Darkness (altra Gilda di WoA) e unirmi a loro ogni lunedì sera... ma questo è tutto da vedere. Inutile dire che la Playstation rimarrà come "tappo" nel caso mi rimanga qualche ora di buco nell'arco del fine settimana.

 

Vorrei concentrarmi di più sul blog. Ora che in basso a destra è stata aggiunto il pulsante per diffondere i post su Facebook, la cosa mi stuzzica non poco. Posso scrivere un post, poi cliccare sul pulsante e inviare l'articolo a tutti i miei amici più cari, che decideranno se andare o meno sul blog per leggere e commentare.

 

Il bello è che non è necessaria l'iscrizione! Potete decidere di firmarvi come volete, basta che lasciate l'indirizzo e-mail (che non verrà visualizzato) e, se volete, l'indirizzo del vostro blog/sito web. Comodo, no? (almeno qui le posso scrivere, le domande retoriche, mica come nei temi da consegnare alla prof. P.; meglio chiudere qui la parentesi, sento affiorare il mio istinto omicida)

Probabilmente non scriverò tutti i giorni, non sono maniaco di Internet fino a questo punto, ma credetemi: sarà una cosa interessante.

01 ottobre 2009

Il Liceale

Sono passati parecchi giorni dal mio ultimo post. La colpa, chi mi conosce lo può facilmente immaginare, è della scuola; ma non si tratta di una scuola qualsiasi. Si tratta del Liceo Classico.

 

Quanto di voi ricordano il primo giorno di Liceo? Non molti di certo, ma quei pochi che ne conservano ancora il ricordo possiedono un ricordo vivo, intenso, ma soprattutto: indistruttibile.

Nel mio caso, bisogna aggiungere un ulteriore aggettivo alla nobile lista di sopra: faticoso. Già, perché la nostra classe si trova esattamente al terzo piano dell’edificio scolastico. Una bella rottura, quando alle 7,59 e qualcosa entri a scuola e in trenta secondi devi farti tre rampe per evitare un’occhiataccia della professoressa di lettere.

 

E qui vi volevo: i professori. Quante volte avremo cercato di immaginarceli, seduti in attesa al nostro banco preferito? La prof. di lettere gentile e simpatica, quello di latino e greco perfido e sinistro, quella di matematica una serpe… ora prendete gli aggettivi appena assegnati ad ogni insegnante, e sostituite ciascun attributo con il suo esatto contrario. I risultati sono:

- la professoressa di lettere P., un’autentica belva di 1,60. Severa, rigida e maniaca dell’ordine e della precisione, sarà un’autentica spina nel fianco per i prossimi due anni. Da notare che non sbatte le palpebre anzi, forse non è nemmeno provvista, poiché tiene gli occhi costantemente spalancati. E’ già tanto se ci permette di respirare, figuriamoci di bisbigliare due parole al compagno di banco!

- il professore di latino e greco D.L., un simpatico romano incapace di parlare in modo comprensibile; più che pronunciarle, sembra che bofonchi le parole ogni volte che tenta di aprir bocca. In quanto a comportamento corretto nei suoi confronti, egli pretende il minimo indispensabile, tant’è che le sue lezioni sono per il mio migliore amico e compagno di banco J. un’ottima valvola di sfogo, specialmente dopo due agghiaccianti ore con la professoressa P.

 

Per il momento preferisco evitare di descrivere la prof. di matematica. Con sole due ore a settimana, non ho avuto molto tempo di conoscerla, ma sembra essere piuttosto in gamba (e in coscia, in pancia…).

 

Fra l’altro, dovete sapere che nel nostro istituto si trova la seconda più grande biblioteca della città: una sorta di pantheon della letteratura, con circa 32.000 sistemati in alcune dozzine di ripiani, fra compattatori, armadietti e scaffalature varie. Nell’aula adibita alla biblioteca regna il silenzio più totale, e perfino la bibliotecaria parla a voce bassissima. Con l’orario che abbiamo, almeno due ore buone le passerò lì a leggere libri su libri, e la cosa non mi dispiace. In questo momento sto leggendo “20.000 leghe sotto i mari” di Giulio Verne, ma temo che sarò costretto a cambiare genere: la prof. P. ci ha appena incaricato di leggere un nuovo romanzo entro il 16 di novembre; “Le tigri di Mompracem”, di Emilio Salgari. Ed è proprio questo il problema. Salgari… non ce la faccio a leggerlo. Mio padre ha cercato in tutti i modi di convincermi a prendere in mano almeno una volta “I misteri della Jungla Nera”, ma invano: è come se già sapessi di rimanerne deluso. Ora, la cosa è diventata d’obbligo inderogabile, e dubito di potermi sottrarre a Salgari e ai suoi benedetti racconti. Che dire… spero solo di essermi finora sbagliato sul suo conto.

Per quanto riguarda lo studio, devo dire che siamo partiti a razzo. Tant’è che per due settimane ho preferito lasciare da parte il blog, che occupava troppo tempo nel mio pomeriggio. Adesso, avendo capito come meglio organizzarmi, non dovrei avere problemi a pubblicare almeno un post al giorno, seppur breve. Incrociamo le dita.

 

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05 settembre 2009

Musicisti si nasce, artisti si diventa

L'altro giorno sono incappato in qualcosa di piuttosto curioso. Quella mattina mi ero svegliato con in testa la canzone "21 Guns" dei Green Day, e mi ero messo lì con la chitarra acustica per trovarne gli accordi. Dopo l'ennesima corda rotta (tre in due giorni) e qualche bestemmione epico, ci sono riuscito.

 

Il tema principale della canzone è: Re- Sib Fa Do. Davvero un bel giro di accordi, che si adatta molto bene alla chitarra acustica.

In quel momento mi venne in mente che sarebbe stato bello fare delle cover sui pezzi dei Green Day, e che la cosa sarebbe stata utile per i primi tempi, quando sarebbe stato difficile scrivere vere canzoni e per farci conoscere nel frattempo avremmo potuto presentarci come tribute band del celebre gruppo rock. Del resto anche gli U2, quando ancora avevano difficoltà a comporre i primi pezzi, hanno ammesso di aver suonato per un po' le canzoni dei Ramones, e l'idea mi allettava.

Il pensiero mi abbandonò quasi subito, mentre cercavo su YouTube "21 Guns" per sentire se avevo azzeccato tutti gli accordi.

 

Fu allora che avvenne il fatto: durante la mia ricerca, mi ritrovai davanti agli occhi questo video:

 

 

Ho pensato "niente male come cover!" e ho anche lasciato un commento, che qualche buon'anima ha pure segnalato come Buono, tanto da farmi guadagnare un "+1" e un pollice in su. Guardando fra gli altri video relativi allo stesso utente, mi sono accorto che (natNalex) aveva fatto molti altri video simili, alcuni erano semplici cover, altri invece erano titoli che non avevo mai sentito.

Mi sono incuriosito; così, cercando il nickname su Internet, ecco cosa ho trovato: http://www.natnalex.com.

 

Ebbene, il protagonista del video e quello che sembra essere suo fratello sono in realtà i membri di una band statunitense, "The Naked Brothers Band". Si tratta di due ragazzi prodigio, Nat e Alex Wolff che, sostenuti da amici e parenti, sono riusciti a sfondare nella musica tanto che in questo momento si stanno godendo il loro meritato "Summer Road Trip Tour '09", ma non solo! I nostri beneamini, con i loro singoli di successo, sono perfino giunti nella Grande Mela, NYC, per un concerto in grande stile, e sono stati addirittura intervistati dalla Fox, per la quale hanno addirittura concesso di suonare uno dei brani che li ha resi famosi. Ecco il video:

 

 

Ragazzi, non ho mai assistito ad uno spettacolo così INSULSO e PREOCCUPANTE come quello che avete appena visto. E' una cosa tremenda: il cantante che fa tanto lo showman, e non prende una nota manco se gliela tirano; i chitarristi che saltellano come dei cretini; e poi la canzone! O mio dio, ma che roba è?! Questo non è niente di niente: né rock, né metal, né hard rock...

 

E allora ho fatto il punto della loro situazione: quel su cui si basa la band è l'immagine: due fratelli ricciolosi dai capelli rosso fuoco e il viso simpatico, che normalmente farebbero schifo a tutte le ragazze, fanno impazzire le loro fans semplicemente perché a poco a poco stanno diventando ricchi e famosi.

 

E adesso faccio il punto della mia situazione: sono carino in volto, ho una voce migliore di quel coso qui sopra che osa definirsi un cantante e sono bravissimo a trovare giri di accordi piuttosto interessanti sulla mia chitarra acustica. Morale della favola: se mi trovo al liceo qualche compagno disposto a fare gruppo con me (e qui un batterista e un bassista sono d'obbligo, che i chitarristi spuntano come funghi), io penso alla musica dei pezzi e papà ci scrive i testi, quanto possibilità abbiamo di raggiungere una popolarità pari a quella dei due riccioloni rosso fuoco, se per scrivere una canzone di successo oramai basta talmente poco (e il video di qui sopra ne è la prova)?!

 

Nota positiva della giornata: mica male l'idea della Green Day Tribute Band... (faccina pensierosa)

 

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(la mia vecchia chitarra classica! Carina, vero?)

04 settembre 2009

Orrore a prima svista

I più esperti avranno notato che il seguente titolo è una parodia bella e buona del famoso film "Amore a prima svista". Questo perché nelle storie che sto per raccontarvi, la svista c'è, ma la reazione è completamente differente.

 

Incominciamo dall'inizio. Questo pomeriggio, alle 16.30, il mio amico Juri mi ha chiamato al cellulare.

- Ciao Scarpi (soprannomme uffciale del sottoscritto, ndr), come va?

- Tutto a posto, te?

- Bene, bene. Senti, ti devo dire una cosa. Questa sera alle otto e mezza, abbiamo il campo prenotato in Via Cimabue per giocare a calcetto; e tu verrai.

(Una cosa buona di Juri è che gli piace dire le cose come stanno, non c'è che dire).

- D'accordo! Fino a che ore?

- Nove e mezza.

- Ci sarò. Ciao.

 

E così ho fatto: alle sei sono tornato a casa, ho schiacciato un pisolino fino alle sette e mezza, poi ho mangiato due tramezzini tonno-uova e una banana; quindi, ho infilato i pantaloncini corti e la mitica maglia numero 22 di Diego Milito, quando ancora giocava nel Genoa. L'avevo comprata in occasione della gita a Genova con la scuola. Tre giorni dopo, per ironia della sorte, Diego era un giocatore dell'Inter.

 

E' stata una partita combattutissima. Dovete sapere che a calcetto io non sono molto bravo: sono veloce, è vero, ma il campo è troppo stretto, e non c'è abbastanza spazio per saltare gli avversari. Così sfrutto i miei buoni riflessi giocando come portiere (un portiere di 14 anni altro 1,60 è un po' una contraddizione, ma va bene così: sono imbattibile sulle palle basse, come Julio Cesar).

Squadra A: Steffy, De Luca, Amico del Benocci, Juri, Giona

Squadra B: Scarpi, Teo, Benocci, Ferra, Ventura

 

Il primo gol è stato nostro, quando l'amico del Benocci ha passato indietro la palla al De Luca portiere, che senza sapere di commettere fallo l'ha presa con le mani. Rigore magistrale di Teo, con Juri fra i pali che non riesce nemmeno ad abbassarsi.

Secondo gol sempre nostro: un mio rilancio lunghissimo costringe il Ventura a pressare su Juri, che combina un pasticcio col De Luca e fa autogol.

 

Di fronte a una cosa del genere, Steffy si scatena: prende palla a destra, va sulla trequarti e spara un siluro che prende la traversa interna ed entra. "Minchia!" ho pensato, quando il pallone mi è passato a dieci centimetri dalla mia mano.

2-1, e arriva il terzo: su rimessa laterale a favore nostro, Teo batte, Benocci gliela alza, ma colpisce molto forte, il pallone rimbalza sul petto di Teo con tale violenza che devia verso la porta avversaria, compie una parabola imprendibile sopra la testa dell'amico del Benocci (diventato adesso portiere) ed entra in rete.

 

Dopo quel gol, ne prendemmo altri due. Uno sempre di Steffy sulla destra, con il bastardo che tira proprio mentre stavo venendogli incontro: il pallone coglie alla sprovvista la mia gamba destra, che non riesce ad appoggiarsi a terra per deviare il tiro. Ragazzi, non c'è proprio difesa! Povero Benocci! Ne tiene tre ogni volta!

L'altro gol è stato un colpo di culo di Juri: tiro dalla sinistra che normalmente sarebbe uscito, ma la palla colpisce il Benocci sulla gamba ed entra.

Una conclusione rasoterra al volo di Teo innescata da un mio lancio lungo fissa il punteggio sul 4 a 3.

 

Il 4 a 4 è ad opera di Juri, che piazza un tiro molto angolato, dove non posso arrivare. E l'ultimo gol? Tremendo. Juri passa a De Luca. De Luca per Giona, che sulla pressione del Benocci effettua un tiro sbilenco. Ora, dovete capire che giocavo da un'ora, ero molto stanco, avevo anche qualche ora di sonno arretrato, ed ero spiazzato su una conclusione del genere; normalmente mi sarei tuffato. Invece, ho valutato male il tiro, che si è piazzato a pochi centrimetri dal palo, con il sottoscritto inchiodato dall'altra parte della porta.

Ma va bene così, è solo una partita tra amici: ridiamo, scherziamo, ci scoliamo le ultime bottiglie di acqua fredda e si torna a casa, col sorriso sulla bocca.

 

Entro in casa: sono tutti davanti alla tv, a vedere Galles-Italia di Europei Under 21. Papà mi dice che al secondo minuto di gioco due gallesi andavano espulsi, che l'arbitro non stava conducendo bene la gara, e che un certo Bianchi dell'Italia aveva fatto schifo. L'ho visto giocare: in confronto, Ariaudo era un fenomeno. In campo c'erano alcuni giocatori bravi (Paloschi, Balotelli, Fiorillo, Bellusci, Angella, e dopo anche Bolzoni e Macheda), ma gli altri non erano poi 'sti fenomeni.

 

1-1 al 20° del secondo tempo. Aaron Ramsey, il fenomeno dell'Arsenal, si alza la palla, tacco in avanti per il compagno che stoppa il pallone di petto, glielo serve, la palla rimbalza, Ramsey tira... ragazzi: CHE GOL! Una cosa assurda! Un gol veramente eccezionale. Che fenomeno, Ramsey. Veramente un gran gol.

L'Italia perde, ma non se lo merita: l'arbitraggio è stato una vera schifezza, con giocatori che meritavano minimo il giallo graziati più volte dal direttore di gara (soprattutto quel maledetto Evans, una vera testa di cazzo, a prima vista).

 

E poi, la svista: su azione con pallone in area avversaria, Paloschi va a rincorrerlo, quando una forza misteriosa lo trattiene per la maglia inchiodandolo sul posto a facendolo cadere clamorosamente al suolo; almeno questo, secondo il rapporto dell'arbitro. Ma quale forza mistica di 'sto cavolo? Quella era una trattenuta del difensore gallese, che addirittura ha alzato le mani come a dire: "non l'ho manco toccato". Questo era rigore.

Al novantunesimo minuto, su punizione da venti metri, uno sfortunato ruzzolone di Balotelli sullo scivoloso manto di Scwharzonozy (o come diavolo si chiama 'sto cappero di città, se tale si può definire) regala al Galles la partita.

 

"Orrore a prima svista": prossimamente, al cinema.

 

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(... e per dio, non guardate la ragazza! Guardate la sua ombra...)